Decennio Digitale: quattro indicatori per capire a che punto siamo con la digitalizzazione in Italia

La digitalizzazione in Italia: uno sguardo approfondito

 

Negli ultimi dieci anni l’Italia ha realizzato passi significativi nello sviluppo delle infrastrutture digitali. Tuttavia, da alcuni dati pubblicati dalla Commissione europea emerge una carenza nella diffusione delle competenze: meno della metà dei cittadini europei possiede abilità digitali elementari. Mentre le piccole e medie imprese (PMI) italiane mostrano progressi nell’adozione di tecnologie di base, si registra un ritardo nell’adozione di soluzioni digitali avanzate. Inoltre, la digitalizzazione dei servizi pubblici in Italia rimane al di sotto della media europea.

Questo scenario emerge dal primo report sul Decennio Digitale, un’iniziativa lanciata dall’Unione europea nel 2020 con lo scopo di guidare la transizione digitale negli Stati membri.

 

Digital Decade: il programma dell’Europa

 

Il principale obiettivo del Decennio Digitale è quello di garantire che la tecnologia e l’innovazione siano al servizio dei cittadini in tutti i Paesi membri e in coerenza con i valori su cui si fonda l’UE. Il programma prevede un piano strategico che include obiettivi specifici per il 2030 e progetti multinazionali e individua una serie di diritti digitali fondamentali.

La nostra analisi si concentra sugli obiettivi dell’UE per il 2030 e su come l’Italia si sta posizionando in quest’ottica, con particolare attenzione a quattro aree chiave: competenze digitali, infrastrutture digitali, digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici.

Scorri il cursore per scoprire tutti gli obiettivi UE

 

A partire dall’indice DESI, indicatore introdotto nel 2014 per valutare il grado di digitalizzazione dell’economia e della società, la Commissione europea è competente del monitoraggio dei progressi compiuti a livello comunitario e da ciascuno Stato membro. Inoltre, ogni anno la Commissione pubblica una relazione e fornisce delle raccomandazioni per far sì che gli Stati membri adottino politiche più efficaci per il raggiungimento degli obiettivi individuati.

L’ultimo aggiornamento sugli sviluppi del Decennio Digitale risale al 27 settembre 2023: sono stati pubblicati un Report generale, approfondimenti per ciascun Paese membro e una Dashboard con i dati analizzati per le quattro aree di interesse: skill digitali, infrastrutture, digitalizzazione delle aziende e digitalizzazione dei servizi pubblici.

 

Il nostro contributo e la metodologia adottata 

 

Per mostrare i progressi registrati per il nostro Paese, abbiamo esaminato nel dettaglio la Dashboard fornita dalla Commissione Europea, focalizzandoci sui vari indicatori di performance che compongono le quattro aree di interesse. Attraverso questi dati e per ciascun indicatore, è possibile visualizzare dei grafici a barre, comparare il progresso tra due Paesi e visualizzare le relazioni tra indicatori. Tuttavia, tra i dati pubblicati, non è presente uno score sintetico per le singole aree.

Per tale ragione, abbiamo elaborato degli score compositi per tre delle quattro aree considerate – competenze digitali, infrastrutture e trasformazione delle imprese – attraverso un processo che include l’esplorazione dei dati, la normalizzazione degli indicatori e la loro ponderazione al fine di evitare distorsioni. La ragione dell’esclusione dell’indicatore sulla digitalizzazione dei servizi pubblici è dovuta alla natura degli indicatori analizzati: mentre gli indicatori riguardanti le digital skills si riferiscono sempre agli individui, quelli relativi ai servizi pubblici fanno riferimento a fenomeni diversi tra loro e non omogenei. Di conseguenza, non permettono la creazione di uno score significativo per l’area di digitalizzazione dei servizi pubblici. 

Questi score offrono una visione quantitativa dello stato di avanzamento, contribuendo a semplificare e chiarire il panorama della digitalizzazione in Italia. A scopo esemplificativo, con riferimento alle digital skills, l’indicatore calcolato offre una rappresentazione delle competenze digitali, includendo tutti gli indicatori come le competenze di base, le competenze avanzate, l’istruzione ICT e l’inclusività di genere. Nella sezione finale dell’articolo trovi un’approfondimento sulla metodologia.

Il nostro lavoro non ha lo scopo di replicare le valutazioni della Commissione, ma di rendere più accessibili e chiare le informazioni che riguardano l’Italia, utilizzando visualizzazioni interattive e infografiche.

Scorri le slide per approfondire l’analisi e interagisci con i grafici per approfondire

 

Digitalizzazione dei servizi pubblici: come interpretare il dato italiano?

Nonostante la mancanza di uno score complessivo per la digitalizzazione dei servizi pubblici, è importante evidenziare come l’Italia registri un punteggio di 77 nei servizi digitali per i cittadini, superando la media europea di 68. Questo risultato sottolinea i progressi compiuti, anche se occorre migliorare nell’ambito dei servizi digitali per le imprese.

 

Come si evince dal grafico, l’indicatore “Digital public service for business” riflette in modo ampio la quota di servizi pubblici necessari per avviare un’attività e condurre operazioni disponibili online sia per gli utenti domestici, che per quelli stranieri. I servizi forniti tramite un portale ricevono un punteggio più alto, mentre i servizi che forniscono solo informazioni (ma che devono essere completati offline) ricevono uno score inferiore. Invece, “Digital public services for citizens” indica il numero di procedure amministrative che possono essere eseguite online per gli eventi principali della vita di un cittadino (nascita di un figlio, nuovo domicilio, ecc.).

In conclusione, la nostra analisi offre un quadro dettagliato dello stato della digitalizzazione in Italia, evidenziando i progressi realizzati e le aree che richiedono ulteriori sforzi. Da qui, attraverso il data storytelling, ha inizio un percorso di analisi e approfondimento con il fine di spiegare con maggiore chiarezza ai nostri lettori alcuni dei principali fenomeni di interesse per l’Italia e l’Unione europea.

Metodologia generale

Per ciascuna delle tre aree considerate, la metodologia utilizzata per creare lo score composito è la seguente:

  • Esplorazione dei dati: Abbiamo esaminato la distribuzione, la scala e le relazioni tra gli indicatori.
  • Normalizzazione: Gli indicatori sono stati normalizzati utilizzando la scalatura Min-Max per renderli confrontabili.
  • Ponderazione: Abbiamo assegnato pesi specifici ad ogni indicatore. Gli indicatori che rappresentavano sottocategorie di categorie più ampie sono stati pesati di meno per evitare la sovrarappresentazione di certi aspetti. Ad esempio, l’indicatore “donne con almeno competenze digitali di base” è stato pesato meno rispetto all’indicatore generale “almeno competenze digitali di base” essendone un subset.
  • Aggregazione: Con i pesi e i valori normalizzati, abbiamo calcolato l’indicatore composito per ogni paese come somma ponderata.
  • Visualizzazione: Abbiamo creato una visualizzazione a barre per rappresentare l’indicatore composito di ogni paese e una tabella semplice con i valori.

 

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