Democrazia Digitale e voto online

Quali potrebbero essere le alternative al tradizionale voto nei seggi?

Ci siamo posti più volte questa domanda in occasione delle votazioni per la nomina del nuovo inquilino del #quirinale. Grazie ad un apposito Decreto, il Governo ha stabilito che anche i parlamentari positivi al #covid potranno partecipare all’elezione. Attraverso una procedura speciale, infatti, i membri dell’Assemblea che hanno contratto il #virus raggiungeranno – a bordo di auto-medica o vettura privata- il seggio allestito nel garage della #Camera e da lì esprimeranno la propria preferenza.

Sul punto, negli ultimi giorni molti erano stati i dubbi e le nuove proposte: tra le più innovative, sicuramente, spiccava anche quella del voto a distanza. Del resto, l’i-voting (remote internet #voting) è già una consolidata realtà non solo nella super tecnologica #Estonia ma anche in #Canada e #Svizzera; per molti, infatti, esso non sarebbe altro che la “naturale” evoluzione del cosiddetto vote-by-mail (voto postale) che negli #USA, alle ultime elezioni presidenziali, è stato preferito dal 41% degli americani.

Come per altri casi, la pandemia potrebbe fungere da fattore accelerativo di processi già in atto e cambiare nuovamente molte delle nostre abitudini.

In questo interessante articolo, il Prof. Alberto Bitonti esamina le alternative al voto tradizionale proprio sulla base dell’esperienza statunitense, anche alla luce delle polemiche sollevate da #Trump circa i presunti brogli.

Le card che seguono ci restituiranno una lucida analisi sui rischi (reali e supposti) e le opportunità (concrete e ipotetiche) che caratterizzano ciascuna delle due ipotesi.

 

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