Enrico Giovannini: la resilienza trasformativa guiderà la società nel post Covid-19

28 Aprile 2020

4 minuti

Che direzione seguire per guidare la ricostruzione post Covid-19?

Secondo Enrico Giovannini, membro della Task force per la fase 2 del Governo Conte, Professore di Statistica economica dell’Università di Roma “Tor Vergata”, nonché Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ASviSchi si occupa della gestione della crisi non può essere la stessa persona chiamata a pianificare il futuro.Abbiamo seguito l’incontro Yezers Meets”, organizzato dalla startup politica, tenutosi in diretta streaming il 21 Aprile 2020, a cui il Professor Giovannini ha partecipato dialogando con i ragazzi e offrendo diversi spunti per ripartire tornando a pianificare obiettivi di medio lungo termine:

“Vi invito tutti alla lettura di un libro che si chiama Thinking the unthinkable. Un rapporto del 2016 che a me personalmente ha cambiato la vita e l’approccio ai problemi, basato su una ottantina di interviste, in giro per il mondo, con settore privato, settore pubblico, politica e così via. Finalizzato a capire perché le grandi organizzazioni spesso sono strutturalmente incapaci di decisioni non solo grandi ma incapaci di prevedere i grandi shock, e quindi prepararsi alle non linearità.”Enrico Giovannini

Lo short tempismo su cui si basa il sistema economico lineare ha generato un modo di gestire le organizzazioni complesse orientato nel breve periodo. Occorre cogliere la sfida e ripensare la società post Covid-19 attraverso una visione di Resilienza Trasformativa: le grandi organizzazioni, comprese le organizzazioni politiche, devono resistere allo shock creato dalla crisi sanitaria, sociale ed economica da Coronavirus, trasformando i sistemi classici dell’economia, della politica, la società, in sostanza “cambiando la rotta”.

L’esperienza dello ”smartworking” ad esempio può essere letta come una sfida per trasformare alcuni settori lavorativi: “Quello che molte aziende stanno mettendo in atto non è effettivamente smartworking” – sostiene Giovannini – “ma è semplicemente lavoro da casa”. Lo smartworking non è lavoro a distanza è, al contrario, un insieme di tecniche e metodologie.Cosa resterà di questo periodo? Intanto, molti si accorgeranno di essere stati in grado di fare cose che non credevano possibili da casa (oltre a risparmiare in alcuni casi ore di viaggio), alcune imprese potrebbero imparare qualcosa in più sulla natura del lavoro che svolgono e, come sta accadendo, potrebbero addirittura voler dismettere proprietà immobiliari, data la crescente consapevolezza che non serve tenere “fisicamente” le persone in ufficio. In questo contesto, i poteri pubblici non possono essere silenti, ma devono al contrario orientare le scelte delle imprese, per esempio spalmando lo smartworking in giorni differenti nei i diversi settori da coinvolgere.

Anche la mobilità giornaliera sarà influenzata nello scenario post-Covid 19. Verranno privilegiati gli spostamenti singoli, ma le modalità con cui essi avverranno possono creare un forte impatto sulla sostenibilità ambientale e sociale. È una grande occasione per le nostre città di ripensare ai sistemi di trasporto locale e alla viabilità cittadina. La promozione di mezzi green, come la bici, però dev’essere precedentemente accompagnata da infrastrutture adeguate. Non a caso, pochi giorni fa, la città di Milano ha annunciato che verranno costruiti 35 km di piste ciclabili nei prossimi mesi.

Secondo il Professor Giovannini, la sostenibilità non è solo una questione ambientale ma anche sociale. E la sostenibilità di un sistema economico è fondamentale per assicurare la crescita. Viene ricordato un tema che sembra ormai passato di moda: l’evasione fiscale. Giovannini sottolinea che, oltre al danno stimato in 100 miliardi all’anno, l’elusione fiscale riduce notevolmente lo stimolo alla competitività: “A che serve essere innovativi e competere nei mercati internazionali, se si può evadere le tasse?”. Ma l’illegalità riguarda anche tre milioni di lavoratori in nero, di cui un terzo nei servizi essenziali come agricoltura e logistica, così fondamentali nella crisi attuale. Per questi motivi è necessario dare dignità al lavoro e riportare la lotta all’evasione fiscale al centro del dibattito politico.

Anche il sistema capitalistico-finanziario dovrebbe comprendere l’importanza della sostenibilità a 360 gradi. Come dimostrato dalla crisi attuale, non è sicuro né tanto meno profittevole investire in un’azienda dove la sostenibilità sociale (in questo caso sanitaria) non è tra le priorità. Nel lungo termine questo renderebbe gli investimenti meno sicuri e prevedibili.

Il Professor Giovannini ha poi ricordato l’importanza della conoscenza e dell’approfondimento dei dati economici, per capire la realtà e andare oltre il PIL, come da lui spesso suggerito. Negli ultimi anni si è visto un consolidamento di altri indicatori per misurare il benessere economico e sociale, ma il Coronavirus potrebbe aver rallentato questo processo. Con un esempio reale, Giovanni ci ricorda che bisogna continuare per questa strada. Tra il 2007 e il 2014, il PIL pro-capite europeo salì del +2%, tuttavia il reddito disponibile per le famiglie diminuì del 5,5% a cause delle politiche di austerità imposte dopo la crisi. Questi dati, indicatori di un importante disagio sociale, vengono raramente presi in considerazione.A tal proposito, il Governo deve prendere scelte importanti riconsiderando, ad esempio, la proposta di introdurre in Costituzione la questione dello sviluppo sostenibile. I giovani, in questo senso, possono fare molto attraverso l’associazionismo. Sono una parte sociale importante a cui deve essere dato modo di intervenire nella ripartenza con idee e proposte concrete. Qualche anno fa, ci ricorda Giovannini, era stato previsto il Consiglio nazionale dei giovani, con dei fondi a disposizione. Non si è mai dato seguito. A questo punto, è compito delle associazioni giovanili e dei più giovani in generale fare pressione al riguardo.Infine, il Professore ha sottolineato l’importanza dell’azione comunitaria europea per una ripartenza orientata verso l’accelerazione del Green New Deal, ponendo l’accento sulle ultime sei righe delle conclusioni del Consiglio Europeo del 26 Marzo 2020:

 

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