ADL Consulting è una società di consulenza strategica, public affairs e comunicazione istituzionale specializzata in attività di lobbying, advocacy e policy data intelligence. Dal 2012 sosteniamo il decision-making basato sui dati e promuoviamo il #DigitalLobbying nel settore.
Il “Digital Lobbying Blog” è uno spazio digitale dove il nostro Team mette a disposizione di tutti i professionisti di settore approfondimenti su questioni emergenti nazionali e internazionali, innovazioni e best practice.
La nostra Academy è una piattaforma dedicata alla formazione di esperti in affari istituzionali e regolatori, dirigenti, giornalisti e collaboratori parlamentari. I nostri corsi, tenuti da docenti qualificati ed esperti di settore, formano figure professionali con un elevato grado di specializzazione, capaci di operare sul fronte delle relazioni istituzionali e dei public affairs attraverso tecniche e strumenti innovativi interdisciplinari.
Analisi, report e approfondimenti sui principali temi di innovazione, policy e digital lobbying. Un osservatorio strategico per comprendere trend, impatti e opportunità.
Lunedì 23 marzo, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si è recato ad Ankara con l’obiettivo di avviare un confronto con il Ministro turco Mehmet Fatih Kacır in merito alla cooperazione industriale e agli impatti della crisi iraniana. Il giorno successivo si è svolta la prima riunione della task force Italia-Turchia, conclusasi con la firma di una dichiarazione congiunta volta a rafforzare la collaborazione nei settori strategici e a intensificare gli scambi tra i due Paesi.
23 marzo 2026
Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy
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Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio ha approvato, sempre il 23 marzo, la graduatoria relativa allo sviluppo di reti DAS 5G in aree pubbliche, selezionando 12 progetti finanziati con 25,6 milioni di euro, nell’ambito della Strategia Banda Ultra Larga 2023-2026. Sostenuta dal Sottosegretario Alessio Butti, l’iniziativa è finalizzata al rafforzamento della connettività avanzata presso Università, strutture sanitarie e porti, con l’obiettivo di promuovere servizi innovativi e sostenere la digitalizzazione dei settori chiave.
Fonte: Dipartimento per la Trasformazione Digitale
Martedì 17 marzo l’AGCM ha avviato un’indagine sul Quantum Computing, tecnologia strategica per cybersecurity, biotecnologie e industria avanzata. Il settore è caratterizzato dalla presenza di grandi operatori globali e realtà altamente specializzate. L’Autorità analizzerà possibili criticità concorrenziali, tra cui barriere all’ingresso, rischi di lock-in e concentrazioni legate a tecnologia e brevetti. È stata avviata, inoltre, una consultazione pubblica aperta agli stakeholder fino al 30 aprile 2026.
17 marzo 2026
Fonte: Autorità Garante della Concorrenza e Del Mercato
Lunedì 9 marzo il Ministro Adolfo Urso e il Ministro francese dell’Istruzione Superiore e della Ricerca, Philippe Baptiste, hanno firmato una dichiarazione congiunta che definisce la posizione comune di Roma e Parigi su diverse questioni spaziali europee. L’intesa traccia le azioni sui principali dossier della Space Economy, in uno scenario internazionale caratterizzato da crescente competizione tecnologica e da crisi globali che rendono la dimensione spaziale sempre più decisiva per la sicurezza dell’Europa. Entrambi i Paesi sostengono uno Space Act europeo orientato alla resilienza e alla sostenibilità, che sia al contempo semplice, proporzionato e rispettoso delle competenze nazionali, evitando oneri eccessivi per PMI e startup.
9 marzo 2026
Il dato del mese
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Nel 2024, nell’Unione europea, il rapporto tra lavoro e genitorialità continua a pesare in modo molto diverso su uomini e donne.
Il dato più evidente è che, all’aumentare del numero di figli, l’occupazione femminile tende a diminuire, mentre quella maschile resta stabile o addirittura cresce. Questo allarga progressivamente il divario di genere, soprattutto nei livelli di istruzione più bassi, dove supera i 40 punti percentuali nelle famiglie con tre o più figli. Anche tra chi ha un’istruzione media il meccanismo è simile: più figli significano meno occupazione femminile e un gap che si amplia, arrivando a oltre 30 punti nelle famiglie più numerose.
L’istruzione però fa la differenza. Tra i più istruiti, i tassi di occupazione restano elevati per entrambi e il divario si riduce sensibilmente. Ma non scompare: già con due figli si osserva uno scarto di quasi 9 punti, che torna a crescere oltre i 13 punti nelle famiglie con tre o più figli.
In sintesi, i dati mostrano due dinamiche parallele: da un lato, l’istruzione è una leva concreta per ridurre il gap; dall’altro, la genitorialità continua a incidere in modo strutturale sull’occupazione femminile. Un elemento chiave, anche nel mese dell’8 marzo, che conferma come le disuguaglianze di genere nel lavoro non siano solo un tema di accesso, non siano solo un tema di accesso al lavoro, ma anche di permanenza nel tempo e di possibilità di crescita professionale.
Fonte: Higher education reduces gender employment gap
L’editoriale del mese
Nell’edizione del 22 marzo del Corriere della Sera, in un editoriale Ferruccio de Bortoli analizza le conseguenze geopolitiche ed economiche della chiusura dello Stretto di Hormuz, evidenziando come si tratti di un esito ampiamente prevedibile ma sottovalutato.
In apertura, de Bortoli sottolinea come anche i conflitti più avanzati tecnologicamente restino dominati dall’imprevedibilità e producano effetti collaterali incalcolabili.
Il fulcro dell’analisi riguarda lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale, la cui chiusura – mai verificatasi nemmeno durante le crisi petrolifere degli anni Settanta – diventa oggi un’arma nelle mani dell’Iran. Le ricadute economiche sono immediate: l’aumento dei prezzi di petrolio e gas colpisce l’intero sistema globale, inclusi gli Stati Uniti. L’Europa, e l’Italia in particolare, è costretta a cercare forniture alternative, ad esempio dall’Algeria, ma a prezzi più elevati. Inoltre, appare improbabile che gli Stati Uniti offrano condizioni più favorevoli sul gas naturale liquefatto esportato verso l’Europa.
Oltre all’energia, lo Stretto è cruciale per il transito di beni essenziali come i fertilizzanti, con il rischio che la crisi si traduca non solo in inflazione ma anche in possibili razionamenti. Le conseguenze si riflettono direttamente anche sull’economia italiana, sia per l’approvvigionamento energetico sia per l’export verso i Paesi del Golfo.
L’autore si sofferma anche sulle implicazioni strategiche di lungo periodo: l’instabilità nelle principali rotte commerciali – da Hormuz al Mar Rosso fino al Canale di Suez – rischia di marginalizzare il Mediterraneo e i porti italiani.
In conclusione, de Bortoli mette in guardia dagli errori di valutazione politica e strategica che hanno amplificato gli effetti del conflitto, generando impatti economici globali e mettendo a rischio equilibri commerciali fondamentali.
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