TECH & POLICY INSIGHTS - Maggio 2024

Il Consiglio dell’Ue dà il via libera definitivo all’AI Act. È la prima legge al mondo sulla materia

Martedì 21 maggio, i ministri dei Ventisette Stati membri responsabili per le telecomunicazioni hanno approvato all’unanimità l’AI Act, la normativa che disciplina lo sviluppo, l’applicazione e l’uso dei sistemi di Intelligenza Artificiale nell’UE. È il passaggio finale che arriva dopo il via libera dell’Europarlamento di marzo scorso. La normativa prevede una classificazione dei sistemi di IA in base al livello di rischio, con il quale si introducono una serie di obblighi per fornitori e sviluppatori di sistemi di IA. Un’importante novità è il capitolo dedicato all’IA generativa, inserito in corso d’opera per dare una prima risposta alla rapida diffusione di sistemi come Chat GPT. Le nuove regole saranno applicabili solo tra due anni, con l’eccezione dei divieti, che scatteranno dopo sei mesi, dei controlli sui sistemi di IA per finalità generali, compresa la governance (12 mesi) e degli obblighi per i sistemi ad alto rischio (36 mesi).

21 maggio 2024

Fonti: Consiglio dell’Unione europea, La Stampa

 


 

Nuovi limiti per gli under 15 online e i baby influencer. Arriva la proposta di legge bipartisan

Assegnato in Commissione 8 Ambiente e Innovazione del Senato della Repubblica, il DdL Minori online, a prima firma della Sen. Lavinia Mennuni (FdI). I lavori sono stati avviati mercoledì 29 maggio. Il testo è co-firmato da quasi tutti i membri della Commissione Infanzia e Adolescenza. Frutto di un’iniziativa bipartisan, il fine è quello di arginare la dipendenza di bambini e adolescenti dai social e promuovere un uso sicuro e consapevole di Internet. Il testo intende regolamentare l’accesso dei minori ai social elevando a 15 anni la soglia anagrafica e introducendo un meccanismo per verificare l’età degli utenti – lo stesso contemplato per i siti pornografici –, delegato all’AGCOM e al Garante Privacy. L’altro punto riguarda i baby influencer, ossia i minori che commercializzano prodotti destinati ai loro coetanei, a cui si applica la stessa disciplina in vigore che vale quando i bambini, autorizzati dai genitori, lavorano nella pubblicità o in tv. Quindi, si prevederebbero le stesse regole e norme poste a tutela dei minori che prestano la loro immagine, indipendentemente dal mezzo utilizzato. Inoltre, le piattaforme dovranno anche attivare a loro spese un numero verde, il 114, a cui un minorenne può denunciare in tempo reale, qualora rilevi sui social qualcosa di strano o di grave.

29 maggio 2024

Fonte: Senato della Repubblica

 


 

L’AGCOM si pronuncia sul confronto tv Meloni-Schlein. Gli altri partiti dicono no

Dopo che gli staff delle due leader sono giunti a un accordo, è stato annunciato che il confronto tv tra la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein si sarebbe dovuto tenere il 23 maggio nel salotto di Bruno Vespa, su Rai 1. Tuttavia, la notizia del duello tra i leader dei principali partiti politici italiani è stata criticata aspramente da tutti gli altri schieramenti, che hanno sollevato alcune criticità come le eventuali violazioni delle disposizioni in materia di par condicio. Si è schierata in modo netto contro lo svolgimento del confronto anche la Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla concessionaria del servizio pubblico, Barbara Floridia (M5S). Nel frattempo, nella serata di mercoledì 15 maggio, in un comunicato stampa diffuso a conclusione di un Consiglio dell’Autorità, l’AGCOM ha ricordato che, sulla questione dell’organizzazione dei confronti televisivi in trasmissioni di approfondimento politico, la disciplina sulla par condicio prevede che, qualora la Rai o le emittenti nazionali private intendano trasmettere trasmissioni dedicate al confronto, occorre garantire parità di trattamento tra tutti gli esponenti, oltre che nella trasmissione in questione, anche nell’ambito di più trasmissioni dello stesso programma. Quindi, per l’Autorità, si presume il rispetto del principio di parità di trattamento nel momento in cui è offerta la possibilità del confronto ai leader di tutti gli schieramenti. E quindi, una volta accettato il formato a larga maggioranza, si presumono legittime anche le relative modalità di svolgimento. Per coloro che avrebbero rinunciato al format, l’AGCOM ha fatto presente che sarebbe stato necessario garantire eventuali spazi compensativi nel rispetto della normativa. Tuttavia, nella mattina di giovedì 16 maggio, a poche ore dalla diffusione del comunicato stampa dell’Autorità, è arrivata una nota della Rai nella quale è stato spiegato che la concessionaria del servizio pubblico riteneva di non poter programmare alcun confronto tv tra leader, poiché soltanto quattro delle otto liste rappresentate in Parlamento avevano accettato l’invito a un confronto a due tra leader sulla base della forza rappresentativa.

15 maggio 2024

Fonte: AGCOM

 


 

Oltre 200mila lavoratori della PA rischiano di essere sostituiti dall’Intelligenza Artificiale

Al Forum PA è stato lanciato l’allarme per la possibile “sostituzione” di oltre 200 mila dipendenti pubblici da parte dell’Intelligenza Artificiale. I lavoratori che rischiano di più sono quelli che svolgono le mansioni più ripetitive e meno complesse. Nell’indagine i dipendenti pubblici vengono divisi in tre categorie: le professioni a bassa interazione con l’IA, che vanno dai militari ai capo cantonieri; quelle a interazione intermedia, dai medici alle guardie forestali; quelle a interazione alta, a cui corrisponde il 57% dei dipendenti pubblici (circa 1,8 milioni di persone) e comprende, tra gli altri, dirigenti scolastici, dirigenti professionali, magistrati, personale dalle elevate professionalità. All’interno di questo ultimo gruppo, i lavoratori che trarranno dei benefici dall’interazione con l’IA vanno distinti da quelli che potrebbero essere emarginati o addirittura spazzati via, circa 218 mila lavoratori. Per gli autori della ricerca la risposta è la formazione, che consente ai lavoratori di entrare in sinergia e di beneficiare delle innovazioni tecnologiche, piuttosto che subirle.

21 maggio 2024

Fonte: La Repubblica – Affari & Finanza

 


 

Nasce a Torino la Fondazione Ai4Industry. Il presidente è il Prof. Fabio Pammolli

Il 3 maggio 2024, presso il Museo del Risorgimento di Torino, alla presenza dei ministri dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, del presidente della regione Piemonte Alberto Cirio e del sindaco del Comune di Torino Stefano Lo Russo, è stata presentata la fondazione “Ai4Industry“. Con sede a Torino, la fondazione nasce con il mandato di presidiare le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale ai settori industriali, a partire dell’aerospazio e l’automotive. Inoltre, questo progetto ha l’obiettivo di creare un’infrastruttura integrata di ricerca e innovazione che, attraverso gli investimenti di partner pubblici e privati, possa sviluppare conoscenze e competenze sull’IA, ampliando gli ambiti di attività della Fondazione anche ad altri comparti industriali e ai servizi finanziari. La dotazione finanziaria che lo Stato destina alla Fondazione è pari a 20 milioni di euro l’anno, fondi che si punta a pareggiare e superare in 3-5 anni con risorse provenienti da bandi competitivi e collaborazioni industriali. Possono aderire alla fondazione imprese ed enti pubblici, in particolare quelle che svolgono attività ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Il presidente della Fondazione è il Prof. Fabio Pammolli.

3 maggio 2024

Fonti: Ministero dell’Economia e della Finanze

 


 

L’editoriale del mese

Nell’editoriale di venerdì 24 maggio Massimo Sideri, sul Corriere della Sera, solleva una questione interessante. Sideri scrive che nei giorni scorsi, alla Farnesina, si sono riuniti 60 responsabili scientifici che lavorano nelle ambasciate in giro per il mondo e si occupano di tecnologia. Poiché gli ambasciatori hanno bisogno di esperti che sappiano maneggiare con l’arte della diplomazia una materia tanto delicata, secondo l’editorialista di Via Solferino anche il Governo italiano dovrebbe dotarsi di un responsabile scientifico. Figure simili esistono già nei Paesi anglosassoni, negli Stati Uniti e in diverse economie europee, mentre in Italia sono più diffuse le commissioni di esperti. Sideri chiude con una domanda: «Dopo aver perso il ministro dell’Innovazione potremmo ripartire da qui?»

 


 

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