TECH & POLICY INSIGHTS – Gennaio 2026

9 Marzo 2026

4 minuti

Il Ministro Urso incontra a Bruxelles cinque Commissari europei

Giovedì 28 gennaio il Ministro delle Imprese Urso ha incontrato a Bruxelles cinque Commissari europei. Nel confronto con la vicepresidente esecutiva della Commissione Teresa Ribera Urso ha evidenziato la leadership dell’Italia nella siderurgia a basse emissioni e ha richiamato il valore strategico del dossier ex Ilva. Inoltre, Urso ha avuto dei confronti con i vicepresidenti esecutivi Fitto (su coesione, competitività, PNRR), Séjourné (su automotive e filiere strategiche), Virkkunen (su digitale e IA) e con il Commissario Kubilius (sulle politiche spaziali).

28 gennaio 2026

Fonte:Ministero delle Imprese e del Made in Italy

 

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Figura 1: Il primo ministro canadese Mark Carney al Word Economic Forum di Davos. Fonte: La Repubblica.

ACN aggiorna le Linee guida del Sistema europeo di certificazione della Cybersicurezza

Lunedì 19 gennaio l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha aggiornato le Linee guida per l’attuazione nazionale del Sistema europeo di certificazione della cybersicurezza (EUCC). L’aggiornamento rientra tra gli interventi attuati in vista della definitiva sostituzione, dal 27 febbraio, del previgente schema di certificazione nazionale con il sistema EUCC.

19 gennaio 2026

Fonte: Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale


AgID e DAMA Italy insieme per diffondere la cultura del dato

Martedì 20 gennaio è stato comunicato che la collaborazione fra AgID e DAMA Italy, tra le più importanti community dei professionisti dei dati, darà luce a un ciclo di Webinar dedicato al ruolo strategico dei dati nella seconda rivoluzione digitale, con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare i professionisti e le organizzazioni. Il percorso prevederà sei appuntamenti, a partire dal 29 gennaio.

20 gennaio 2026

Fonte: Agenzia per l’Italia Digitale


MIMIT, al via le domande per accedere ai 731 milioni per gli Accordi per l’innovazione

A partire da mercoledì 14 gennaio, è possibile presentare domanda per usufruire dei 731 milioni di euro di contributi a fondo perduto messi a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy a sostegno dei progetti di innovazione industriale di aziende e centri di ricerca. Con questa misura, dichiara il Ministro Urso, si mettono a disposizione risorse per rafforzare la competitività sui mercati internazionali, puntando sull’innovazione tecnologica nei settori strategici del Made in Italy.

14 gennaio 2026

Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy


Data Center, siglato protocollo d’intesa fra UMASI, CAIE e IDA

Mercoledì 14 gennaio è stato siglato un Protocollo d’Intesa tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso l’Unità di Missione Attrazione e Sblocco degli Investimenti (UMASI) e la Segreteria Tecnica del Comitato Attrazione Investimenti Esteri (CAIE), e l’Associazione Italiana dei Data Center (IDA), con l’obiettivo di potenziare le politiche di attrazione degli investimenti nel settore dei Data Center in Italia. Fra le altre cose, l’UMASI assicurerà assistenza personalizzata alle imprese nelle fasi di insediamento e sviluppo degli investimenti, mentre la Segreteria Tecnica del CAIE e IDA contribuiranno alla mappatura delle aree idonee e più strategiche per la costruzione di Data Center.

14 gennaio 2026

Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy

 


 

Il dato del mese

Nel 2025 il 32,7% della popolazione nell’Unione europea di età compresa tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale (IA) generativa.

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Figura 2Il grafico è un elaborazione di ADL Consulting  sulla base di The Global Risks Report 2026

Il grafico illustra i principali rischi globali che, a partire dai dati del World Economic Forum Global Risks Perception Survey 2026, sono considerati più importanti dalle imprese per le  strategie aziendali. L’arco temporale considerato è di dieci anni, dal 2026 al 2036. I risultati evidenziano la predominanza dei rischi economici, fra cui le interruzioni delle catene di approvvigionamento, la carenza di manodopera e la recessione. Rilevanti anche i rischi tecnologici, come l’insicurezza informatica, e sociali, seppur con un peso minore.

Fonte: The Global Risks Report 2026 (pagina 52)

 


L’editoriale del mese

In un editoriale pubblicato su La Repubblica martedì 27 gennaio, l’economista e professore Guido Tabellini riflette sul discorso pronunciato a Davos dal primo ministro canadese Mark Carney, che ha sancito la fine dell’ordine mondiale del dopoguerra e invitato le cosiddette “potenze intermedie” a cooperare in modo pragmatico per difendere i valori democratici, senza subire i Paesi egemoni. Secondo Tabellini, l’analisi di Carney è condivisibile, ma apre una serie di interrogativi cruciali.

Il primo riguarda le basi della cooperazione futura. L’economista osserva che la cooperazione internazionale non può reggersi solo sulla buona volontà, come dimostra l’esperienza dell’ordine liberale costruito dagli Stati Uniti e fondato su istituzioni e regole condivise. Poiché oggi tali istituzioni sono indebolite, diventa necessario chiarire su quali principi impostare una nuova cooperazione tra i Paesi disposti a collaborare. Il pragmatismo, sostiene Tabellini, deve essere guidato da obiettivi chiari.

Il secondo nodo riguarda direttamente l’Europa e le modalità con cui rafforzare la cooperazione, soprattutto in materia di difesa. Tabellini sottolinea che non si tratta di sostituire la Nato, ma di aumentare l’autonomia militare europea attraverso maggiori investimenti e una più profonda integrazione industriale e tecnologica. In questo contesto, vengono considerati utili accordi intergovernativi aperti anche a Paesi extra-Ue come Regno Unito, Canada e Norvegia, pur riconoscendo il rischio che tali intese possono indebolire le istituzioni comunitarie.

Per limitare questo rischio, l’autore richiama una proposta dell’istituto Bruegel, che suggerisce di includere formalmente la Commissione europea negli accordi tra Stati. Tuttavia, secondo Tabellini, questa soluzione presenta difficoltà politiche, occorre l’unanimità tra i membri dell’Unione.

L’ultima parte dell’editoriale è dedicata all’Italia. Tabellini si chiede quali azioni concrete intenda intraprendere il governo italiano, se condivide davvero l’analisi di Carney. Il recente protocollo tra Italia e Germania viene giudicato un passo nella giusta direzione, ma insufficiente se non seguito da decisioni operative.

Fonte: La Repubblica

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