TECH & POLICY INSIGHTS – Aprile 2026

AGCOM, numeri brevi per identificare le chiamate e contrastare le frodi telefoniche

Nella giornata di martedì 14 aprile, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni si è riunita e ha approvato nuove norme che introducono numeri brevi a tre cifre per identificare operatori, imprese e call center autorizzati. La misura punta a rafforzare trasparenza e fiducia degli utenti, contrastando il teleselling aggressivo e pratiche ingannevoli. Previsto anche un aggiornamento del Piano di numerazione, l’avvio di un tavolo tecnico per definire le modalità attuative e ulteriori interventi sul telemarketing.

27 aprile 2026

Fonte: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

 

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Figura 1: Il sottosegratario Alessio Butti durante il suo intervento a EmTech Italy

 


Siti sessisti e Deepnude, le proposte della Commissione d’inchiesta sul femminicidio

Nella giornata di mercoledì 22 aprile, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio ha approvato all’unanimità una relazione che propone di introdurre un reato per la diffusione di  immagini sessualmente esplicite generate con IA (Deepnude). Il documento, nato dopo i numerosi  casi emersi nel 2025, prevede anche sanzioni più severe per la sextortion, maggiore responsabilità  delle piattaforme e rafforzamento dell’educazione digitale.

22 aprile 2026

Fonte: La Repubblica


EmTech Italy: a Roma la seconda edizione dell’evento sulle tecnologie emergenti

Martedì 14 e mercoledì 15 aprile si è svolta a Roma, presso l’Università Campus Bio-Medico, la seconda edizione di EmTech Italy, evento internazionale di MIT Technology Review dedicato alle tecnologie emergenti. L’edizione 2026, dal tema ‘Tech for Humanity’, ha riunito oltre 50 esperti  internazionali (tra cui il Premio Nobel per l’Economia 2025 Philippe Aghion) per approfondire l’impatto  dell’Intelligenza Artificiale e del calcolo quantistico. Al centro del confronto, le applicazioni di  queste tecnologie nei settori strategici della salute, dell’energia e dell’industria. L’evento ha  confermato il ruolo dell’Italia come hub di discussione sull’innovazione tecnologica globale.

9 aprile 2026

Fonte: Sky TG24


Ue, Von der Leyen annuncia una app per verificare l’età sui social

Mercoledì 15 aprile la Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha annunciato il  lancio di una app Ue per la verifica dell’età degli utenti online, che sarà sperimentata in cinque Stati  membri, tra cui l’Italia. Lo strumento, sviluppato in codice aperto e basato su documenti d’identità come  passaporto o carta d’identità, consente di attestare l’età senza condividere dati personali con le  piattaforme. L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia europea volta a rafforzare la tutela dei  minori e a contrastare gli effetti dei social media sulla loro salute e sul loro sviluppo.

15 aprile 2026

Fonte: La Repubblica


Sicurezza digitale per i minori, Meloni alla videoconferenza promossa da Macron

Giovedì 16 aprile il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato alla videoconferenza sul tema del rafforzamento della sicurezza digitale dei minori promossa dal Presidente francese Emmanuel Macron, alla presenza della Presidente della Commissione Ue Ursula von Der Leyen e di altri leader europei. Nel suo intervento, Meloni ha illustrato le misure adottate dall’Italia, tra cui il divieto  di utilizzo dei cellulari in classe e l’attivazione del parental control sulle SIM intestate ai minori. Ha  inoltre sottolineato la necessità di un approccio europeo coordinato, che vada oltre la sola verifica  dell’età, garantendo la tutela della privacy e un maggiore coinvolgimento delle piattaforme digitali.

17 aprile 2026

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

 


Il dato del mese

Occupazione e genitorialità: il divario di genere si riduce con l’istruzione, ma non scompare

 

Figura 2Il grafico è un elaborazione di ADL Consulting  sulla base dei dati di Eurostat

In occasione della European Youth Week 2026, che si tiene dal 24 aprile al 1° maggio ed è dedicata al tema “Solidarity and Fairness”, vi presentiamo l’analisi proposta da Eurostat, che evidenzia come il digitale sia ormai uno spazio centrale di partecipazione civica per le nuove generazioni. L’indicatore considera i giovani tra i 16 e i 29 anni e misura la quota di chi ha utilizzato Internet per attività civiche o politiche. In 23 dei 27 Paesi dell’UE, i giovani risultano più attivi online su questi temi rispetto alla popolazione complessiva. I divari più marcati si registrano in Slovenia (49,4% dei giovani contro il 33,5% del totale), Lettonia (33,3% vs 24,2%) e Italia (30,9% vs 24,5%).

Nel complesso, i livelli di partecipazione tra i giovani nell’UE si attestano intorno al 24,9%, con una forte eterogeneità tra Paesi: si passa da valori molto elevati come Ungheria (52,1%) e Slovenia (49,4%), a livelli più contenuti come Serbia (7,9%) e Turchia (15,4%). Questo conferma che, pur essendo diffusa, la partecipazione civica online dei giovani dipende fortemente dal contesto nazionale, inclusi fattori come alfabetizzazione digitale, fiducia nelle istituzioni e diffusione delle piattaforme digitali.

Questi dati indicano un cambiamento strutturale nelle modalità di engagement civico: la partecipazione non passa più solo dai canali tradizionali, ma si sviluppa sempre più attraverso strumenti digitali, ridefinendo il rapporto tra cittadini, tecnologia e istituzioni.

Fonte: Eurostat


L’editoriale del mese

Nell’edizione del 23 aprile de La Stampa, in un editoriale, Salvatore Rossi analizza la mancata riduzione del deficit italiano sotto la soglia del 3% del Pil nel 2025 e le sue implicazioni nel quadro delle regole europee di bilancio.

In apertura, Rossi evidenzia come la conferma del deficit al 3,1% da parte di Eurostat impedisca all’Italia di uscire anticipatamente dalla procedura per disavanzi eccessivi, sottolineando però che un’eventuale chiusura non avrebbe comportato benefici concreti sul piano economico, ma solo vantaggi politici e reputazionali.

Il fulcro dell’analisi riguarda il significato della soglia del 3%, definita più simbolica che sostanziale: essa nasce da presupposti economici ormai superati, risalenti al Trattato di Maastricht, quando si ipotizzava una crescita nominale del Pil del 5%. Oggi, con una crescita più debole e un debito pubblico italiano superiore al 137% del Pil, il Paese resta comunque sotto la vigilanza europea.

Rossi affronta poi il dibattito politico interno, osservando come maggioranza e opposizione critichino la rigidità delle regole europee, soprattutto in un contesto segnato da crisi geopolitiche, tensioni energetiche e incertezza. Tali critiche sono ritenute in parte legittime, sia per l’intensificarsi delle turbolenze internazionali che per la limitata flessibilità nell’applicazione delle regole.

Tuttavia, l’autore mette in guardia contro l’illusione di risolvere problemi strutturali e straordinari attraverso un aumento del deficit e del debito pubblico. La pressione su governi e risorse è elevata, ma l’espansione della spesa in deficit rappresenta solo un rinvio di decisioni difficili, con il rischio di aggravare le condizioni economiche future.

In conclusione, Rossi sottolinea la necessità di scelte responsabili e sostenibili, evidenziando come il ricorso al debito non possa sostituire interventi strutturali e una gestione rigorosa della finanza pubblica.

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