ADL Consulting è una società di consulenza strategica, public affairs e comunicazione istituzionale specializzata in attività di lobbying, advocacy e policy data intelligence. Dal 2012 sosteniamo il decision-making basato sui dati e promuoviamo il #DigitalLobbying nel settore.
Il “Digital Lobbying Blog” è uno spazio digitale dove il nostro Team mette a disposizione di tutti i professionisti di settore approfondimenti su questioni emergenti nazionali e internazionali, innovazioni e best practice.
La nostra Academy è una piattaforma dedicata alla formazione di esperti in affari istituzionali e regolatori, dirigenti, giornalisti e collaboratori parlamentari. I nostri corsi, tenuti da docenti qualificati ed esperti di settore, formano figure professionali con un elevato grado di specializzazione, capaci di operare sul fronte delle relazioni istituzionali e dei public affairs attraverso tecniche e strumenti innovativi interdisciplinari.
Analisi, report e approfondimenti sui principali temi di innovazione, policy e digital lobbying. Un osservatorio strategico per comprendere trend, impatti e opportunità.
Lunedì 27 luglio il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ospitato la prima riunione della Commissione etica dell’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, presieduta dal prof. Paolo Benanti. L’incontro, che segna l’avvio della fase operativa, ha fatto il punto sui quattro Comitati tecnico-scientifici e ha richiamato una prospettiva antropocentrica, con particolare attenzione alla distinzione tra supervisione umana e delega alla macchina nelle decisioni su accesso al lavoro, valutazione delle prestazioni e licenziamenti.
27 luglio 2026
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Martedì 21 luglio il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha annunciato il raggiungimento degli obiettivi europei del PNRR sul cloud: oltre il 75% delle Amministrazioni italiane ha trasferito dati e applicativi in ambienti qualificati, per un totale di circa 13 mila enti. Il Sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti ha sottolineato il rafforzamento di oltre 135 mila servizi pubblici digitali, con un ruolo centrale del Polo Strategico Nazionale, verso cui sono migrate più di 280 Amministrazioni centrali e strutture sanitarie.
21 luglio 2026
Fonte: Dipartimento per la Trasformazione Digitale
Martedì 14 luglio la Banca Centrale Europea ha selezionato 36 tra banche e prestatori di servizi di pagamento per il progetto pilota sull’euro digitale, otto dei quali italiani. Migliaia di dipendenti della BCE e delle banche centrali nazionali, fra cui la Banca d’Italia, accederanno a una versione beta dell’euro digitale utilizzabile online, presso i POS dei negozi convenzionati e nei pagamenti peer-to-peer. I primi test partiranno nella seconda metà del 2027.
14 luglio 2026
Fonte: Sky TG24
Mercoledì 8 luglio il Ministro delle Imprese Adolfo Urso e la Ministra tedesca della Ricerca Dorothee Bär hanno guidato la riunione dei Ministri di 28 delegazioni dell’Agenzia Spaziale Europea, in preparazione della Conferenza Ministeriale Intermedia (IMM26), confermata a Roma il 15 dicembre. Urso ha sottolineato la necessità di rafforzare le capacità industriali e tecnologiche europee, mantenendo la cooperazione con la NASA e puntando su nuovi programmi di esplorazione lunare e marziana.
8 luglio 2026
Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Giovedì 2 luglio è entrato in funzione l’accesso automatico ai dati dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) per tutte le Pubbliche Amministrazioni e i gestori di servizi pubblici, tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND). La misura attua il principio europeo del once only: niente più autocertificazioni o certificati richiesti più volte. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Ministero dell’Interno, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e Sogei; ogni ente resta titolare del trattamento e il Viminale monitorerà gli accessi.
2 luglio 2026
Il dato del mese
Competenze digitali di base: l’Italia in crescita verso il target europeo del 2030
Secondo la più recente rilevazione ISTAT-Eurostat, nel 2025 il 54,3% delle persone tra i 16 e i 74 anni in Italia possiede competenze digitali almeno di base nei cinque domini del quadro europeo DigComp 2.0, in miglioramento rispetto al 2021. Il dato conferma la traiettoria positiva del Paese, che si avvicina all’obiettivo nazionale del 57% al 2026 e si muove verso il target europeo dell’80% al 2030 previsto dal Decennio Digitale.
Il quadro territoriale mostra una chiara opportunità di crescita: le competenze digitali di base sono più diffuse nel Nord (60,0%) e nel Centro (56,9%), mentre nel Mezzogiorno la quota si attesta al 44,8%. Sul fronte imprese, cresce la specializzazione: la maggioranza delle grandi aziende (75%) dispone di competenze digitali specialistiche interne, mentre le PMI italiane si distinguono per un uso strutturale della consulenza esterna nella gestione delle funzioni ICT.
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Il dato consolida il ruolo delle competenze digitali come infrastruttura chiave della trasformazione, accanto al cloud, all’Intelligenza Artificiale e alla banda ultra-larga. La progressione delle competenze italiane, sostenuta da programmi come la Strategia nazionale per le competenze digitali e dagli investimenti PNRR sulla formazione, apre uno spazio di collaborazione tra istituzioni, imprese, mondo dell’educazione e industria digitale per accelerare la convergenza verso il target europeo e ridurre i divari territoriali.
Fonte: ISTAT — Cittadini e competenze digitali | Eurostat — isoc_sk_dskl_i21
L’editoriale del mese
Nell’edizione del 22 luglio del Corriere della Sera, il Professor Francesco Giavazzi analizza i risultati deludenti del PNRR in termini di crescita economica, interrogandosi sulle ragioni di uno scarto così ampio tra le risorse immesse e i benefici prodotti.
In apertura, l’economista dell’Università Bocconi ricorda che il Piano ha portato in Italia 220 miliardi di euro, circa il 10% del Pil, eppure la crescita media del reddito nel triennio 2023-26 resterà sotto l’1%. Parte della spiegazione risiede nella natura degli investimenti: non sempre aggiuntivi rispetto a quanto già programmato, e comunque destinati a produrre effetti misurabili solo nel lungo periodo. Giavazzi riconosce comunque un merito innovativo al Pnrr, quello di aver accompagnato gli investimenti con riforme strutturali, i cui primi frutti si iniziano a vedere nella riduzione dei tempi della giustizia, nei ritardi di pagamento della pubblica amministrazione e nella digitalizzazione degli appalti pubblici.
Il fulcro dell’analisi è il confronto storico con la stagione dei grandi investimenti pubblici fra anni ’50 e ’60, quando un ammontare cinque volte superiore al PNRR si accompagnò a una risposta imprenditoriale diffusa e a una spinta collettiva alla crescita. Richiamando gli studi di Giorgio Brunetti sulla nascita del capitalismo italiano, l’autore ricorda come in quella stagione l’innovazione si manifestasse tanto in prodotti apparentemente semplici quanto in salti tecnologici radicali, fino alla nascita di nuovi modelli di business capaci di vendere un intero “sistema”. Ciò che oggi manca, secondo Giavazzi, è proprio questa capacità diffusa di innovare e la corrispondente reazione del settore privato.
In conclusione, Giavazzi osserva che il Pnrr non era solo una dotazione di risorse, ma una visione di futuro fondata su transizione digitale ed energetica: un’infrastruttura pensata per far viaggiare i prodotti dell’innovazione che milioni di imprenditori avrebbero dovuto creare, uno slancio che si è progressivamente affievolito lungo il percorso.
Fonte: Corriere della Sera
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